La concertazione in Liguria

Il testo dell’accordo firmato da istituzioni regionali e parti sociali

DOPO problemi e rinvii, anche in Liguria siamo riusciti a sottoscrivere un accordo sulla concertazione con la Giunta regionale e 24 Associazioni.

Le parti firmatarie dell'intesa hanno fissato il 30 maggio come termine ultimo per arrivare a concordare un patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione in Liguria.

Noi riteniamo che occorrano 30 miliardi, oltre quelli stabiliti dal bilancio regionale; per creare condizioni ottimali per ristrutturare il sistema della formazione, rendere i nuovi servizi all’impiego efficaci sul territorio; creare condizioni di lavoro e possibilità per lavoratori usciti dai processi produttivi, dare incentivi ai giovani per la creazione di imprese.
L'accordo sulla concertazione avrà una sua validità se sarà supportato da atti concreti e da un budget di finanziamenti.

Le regole che abbiamo stabilito sulla concertazione saranno un importante viatico per creare sviluppo e occupazione.

Gianfranco Lagostena

Segretario Generale Cisl Liguria

Accordo sulla concertazione in Liguria: le regole

1. La Regione Liguria e le autonomie locali intendono sviluppare una politica di concertazione con le parti sociali, diretta ad affrontare prioritariamente, nel quadro di una coerente politica dei redditi, finalizzata allo sviluppo dell’occupazione ed alle politiche attive del lavoro, i seguenti temi:

  1. riforma e nuova programmazione dei fondi strutturali europei (Agenda 2000);
  2. incentivi al consolidamento, allo sviluppo del tessuto produttivo, alla creazione d’impresa e interventi di sostegno all'occupazione e alle politiche attive del lavoro;
  3. sicurezza e tutela della salute, qualità e condizioni di lavoro;
  4. ristrutturazione e qualificazione dei sistemi formativi, con particolare riferimento ai criteri di accreditamento, ed integrazione istruzione-formazione;

e) semplificazione delle procedure amministrative ed attuazione dei decreti "Bassanini".
Comune denominatore di tutti i temi è l'incentivazione di politiche di pari opportunità uomo-donna sia nella formazione che nello sviluppo dei servizi e dell'intero sistema produttivo:

2. Il "Patto Sociale per lo sviluppo e l'occupazione in Liguria" sarà un documento redatto successivamente, sulla base dei contenuti che i soggetti firmatari individueranno. Esso pertanto conterrà le scelte di merito, individuate in base alle metodologie ed alle priorità previste dal presente accordo.

3. Le assemblee elettive; nella loro funzione propositiva e di controllo, potranno esercitare un ruolo importante ai fini della determinazione delle politiche di concertazione, valutando, se del caso, quale specifico contributo esse possano dare per l'attuazione del "Patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione in Liguria".

4. Si conviene che le linee contenute in quest'accordo, ed il successivo "Patto sociale", in quanto documento attuativo, si muovano in coerenza con gli strumenti di programmazione regionale ed in particolare col "Quadro di riferimento del Programma regionale di Sviluppo" e con il "Bilancio pluriennale regionale" nella prospettiva della definizione dell’Intesa istituzionale di programma" tra la Regione Liguria e il Governo.


5. La concertazione attuata a tutti i livelli di governo delle autonomie locali, oltre ad essere strumento di coinvolgimento e partecipazione delle parti sociali, deve tendere a costruire un processo condiviso di obiettivi, in coerenza con la politica dei redditi; intorno a tale processo le parti si adeguano e responsabilizzano, pur nel rispetto delle proprie autonomie e delle proprie prerogative.

Le parti sociali firmatarie riconfermano pertanto la programmazione concertata, così come si è attuata nei diversi ambiti istituzionali, quale strumento fondamentale per definire investimenti, flussi finanziari, priorità e verifiche, necessari al fine di promuovere una politica di sviluppo capace di consolidare il tessuto produttivo esistente, di favorire la creazione d'impresa e di far crescere l'occupazione, allargando la base produttiva, rafforzando i settori strategici dell'economia ligure e valorizzando le potenzialità offerte dal territorio; ciò anche in attuazione di quanto previsto nel "Patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione" siglato a livello nazionale il 22 dicembre 1998.

6. 0ltre ad un carattere straordinario, in riferimento a particolari eventi di politica economica e sociale, la concertazione ha carattere generale, rivolta cioè a tutti i settori di interesse collettivo, quali, ad esempio, le politiche dei servizi pubblici e privati offerti al cittadino, lo stato sociale e la sua evoluzione nel territorio ligure in riferimento ai problemi di coesione sociale e di pari opportunità tra donne e uomini. Per quanto riguarda lo stato sociale, vi è l'esigenza di sviluppare una pratica concertativa per l'attuazione e la verifica del recente "Piano triennale dei servizi sociali".

7. Nell'ambito dei titoli di cui al punto 1, le parti di comune accordo, intendono esaminare le seguenti tematiche:

a) cogliere l'occasione costituita dalla riforma dei fondi strutturali europei e dal prossimo trasferimento alle regioni delle competenze di talune incentivazioni nazionali, per definire coerenti decisioni relativamente all'attuazione da parte della Regione di una politica economica e sociale finalizzata al riequilibrio territoriale, verificando i criteri di efficienza e di efficacia nella selezione della spesa. I contraenti si impegnano ad incardinare la programmazione sul principio del raccordo tra i livelli istituzionali e la partecipazione pubblico-privato nella dimensione territoriale che consenta la costruzione strategica del territorio, deIl'addizionalità rispetto alle risorse messe a disposizione dagli enti locali, della compartecipazione che favorisca l'anticipazione di risorse e il cofinanziamento pubblico-privato.

In riferimento alla nuova programmazione 2000-2006 dei fondi strutturali dovrà prevedersi l'attivazione del parternariato con le parti sociali sia nella fase di zonizzazione delle nuove aree eleggibili agli interventi dell'Obiettivo 2, sia nell'individuazione degli assi e delle misure del nuovo Docup.

Ciò è rilevante anche in riferimento alla nuova impostazione di politica agricoIa comunitaria che è in discussione in Agenda 2000. Le parti sociali concorderanno alla definizione di scelte che, nella diversità dei ruoli, operino con l’obiettivo di salvaguardia delle politiche di incentivazione aIl'impresa e di creazione di nuova occupazione, finora conseguite grazie all’utilizzo dei fondi stessi, in un'ottica di valorizzazione dello sviluppo locale (sistemi produttivi locali e distretti economici).

b) Promuovere lo sviluppo del sistema produttivo regionale favorendo la costituzione di nuove imprese, anche nel settore non profit, ed il rafforzamento del tessuto di piccole e medie imprese, mediante l'incremento della competitività e dell'occupazione.
Le opportunità regionali, in un quadro di maggiore stabilità del mercato finanziario e di una politica del territorio e dei trasferimenti tecnologici più attenta ai bisogni dell'impresa, vanno indirizzate verso l'espansione ed il miglioramento delle tecnologie e la crescita di valore aggiunto sia delle imprese di piccola dimensione, sia delle realtà imprenditoriali di medie e grandi dimensioni, per favorire una giusta dimensione operativa e processi di ulteriore crescita e consolidamento nel territorio ligure, a partire dai potenziali distretti economici e produttivi e dagli strumenti di programmazione negoziata (patti territoriali e contratti d'area)

Si tratta inoltre di cogliere dalla nuova complessità sociale ligure, dai cambiamenti demografici e dalla rilettura dei bisogni sociali, occasioni di promozione di imprese non profit attraverso cui realizzare occupazione; in tal senso, e all'interno degli strumenti di programmazione negoziata, andrà definito uno specifico "Progetto sociale territoriale".

c) approfondire e valutare il quadro legislativo degli strumenti di regolamentazione del mercato del lavoro nonché gli interventi di politica attiva del lavoro, individuati dal "patto sociale", siglato presso la Presidenza del Consiglio il 22 dicembre 1998, tenendo conto delle caratteristiche che si evidenziano sul territorio ligure e della domanda di ingresso nel mercato avanzata da soggetti tradizionali e nuovi.

Andrà ulteriormente specificata, nel quadro della concertazione sociale, una politica più incisiva sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e l’individuazione di strumenti nuovi per rispondere alle molteplicità di nuovi lavori che si affacciano sul mercato.

Rilevante è anche l'attuazione del processo di decentramento, a carico delle Provincie, dei Servizi per l'impiego. Le Provincie, nel quadro della riforma, si impegnano a prevedere la formazione specifica degli operatori sui problemi delle pari opportunità, della formazione femminile all'ingresso nel mercato del lavoro, dell'orientamento. Non va sottovalutato il peso, in Liguria, del lavoro irregolare e sommerso, fenomeno esteso e corrosivo delle dinamiche del rapporto domanda-offerta di lavoro. Su quest'aspetto le parti s’impegnano ad individuare, dentro un'analisi comune, strumenti d'intervento di emersione e di incentivo alla regolarizzazione contributiva, oltre a traguardare un accordo quadro di garanzia nei confronti dei lavoratori di imprese interessate all'aggiudicazione degli appalti pubblici e di tutte le forme di affidamento a terzi, al fine di ripristinare il corretto rapporto domanda-offerta nei riguardi di tutti i soggetti imprenditoriali.

d) salvaguardare e valorizzare le risorse umane e le specializzazioni presenti nel tessuto professionale regionale, anche per il tramite dello strumento dell"'outplacement", per il quale andranno individuate le relative risorse, sia pubbliche che a carico delle aziende. Occorre valorizzare sedi e strumenti per un'integrazione tra le politiche formative sviluppate dal ministero della Pubblica istruzione, dall'Università, dai Centri di Ricerca Scientifica e Tecnologica, dalla Regione e dagli Enti Locali.

L'integrazione formazione-istruzione ed il processo di riqualificazione e ristrutturazione del sistema della formazione professionale, per il quale le Provincie svolgono un ruolo importante nell'utilizzo delle risorse e concorrono all'individuazione delle priorità formative, devono anche mirare a fornire, ai giovani inoccupati e disoccupati, ai lavoratori occupati ed alla forza lavoro espulsa dai processi produttivi, occasioni di collocazione attente al rapporto tra domanda e offerta di professionalità, migliorando, perfezionando ed integrando l'offerta formativa complessiva, con particolare riferimento alla filiera dell'apprendistato (da effettuarsi anche presso piccoli imprenditori di imprese artigiane, del commercio, turismo e servizi); alla formazione in azienda e in alternanza, alla formazione permanente e continua ed al diritto formativo previsto dal Patto sociale del 22 dicembre 1998. Occorre inoltre ampliare ed articolare l'offerta di formazione per quadri e tecnici a media ed alta professionalità, attraverso l'integrazione formazione-istruzione-lavoro.

e) individuare, in relazione al processo insediativo e di sviluppo delle imprese, le tipologie organizzative e di assistenza da offrire nell'ambito della struttura "Sportello Unico".

Lo Spartello Unico dovrà rispondere, in primo luogo, all'esigenza dell'impresa di avere un unico interlocutore, con il compito di coordinare le attività delle diverse amministrazioni interessate e di assumersi la responsabilità del corretto svolgimento dell'iter procedurale.

Esso dovrà, inoltre, rispondere all'esigenza di fornire all'imprenditore una serie di informazioni attinenti, tra l'altro, gli aspetti localizzativi, urbanistici, programmatori e finanziari, anche mediante le associazioni di categoria.

Per il raggiungimento degli obiettivi sopra illustrati, è indispensabile che la Regione svolga un ruolo di impulso e di coordinamento nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nell'iter procedurale anche attraverso la promozione di apposite sedi di confronto e raccordo.

8. Le parti contraenti decidono di prevedere, nell’ambito del patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione, specifiche intese destinate a disciplinare particolari settori di intervento economico quali, ad esempio:

a) il settore agricolo, dato anche il carattere multifunzionale di gran parte della nostra agricoltura;

b) le politiche di rilancio del turismo e dei beni storico-artistici e culturali, idonee a fornire durature occasioni di lavoro;

c) le azioni di risanamento ambientale e valorizzazione produttiva di siti sottoposti a bonifica e/o a reindustrializzazione, nell'ambito di politiche di sviluppo sostenibile da individuare e rilanciare;

d) anche gli investimenti conseguenti alle scelte di infrastrutturazione del territorio costituiscono volano di sviluppo e di crescita del tessuto produttivo. In un quadro in cui le politiche di sviluppo devono saper coniugare politiche di infrastrutturazione, di incentivazione e di valorizzazione delle risorse umane, un particolare rilievo dovrà essere riservato, in coerenza con l'intesa istituzionale di programma, alle priorità d'intervento relative alle opere di viabilità e alle modalità dirette ad assicurare un più rapido inoltro delle merci sui mercati europei ed internazionali.

9. Le parti concordano inoltre sulla necessità di predeterminare due incontri di concertazione annuali, da tenersi a marzo ed a ottobre. Nella prima sessione di marzo verranno affrontati i temi relativi alle scelte di programmazione settoriale e territoriale, con particolare riferimento agli interventi pubblici in materia di lavoro e occupazione, incentivazione per l’impresa in nuovi settori, infrastrutturazione del territorio, politiche rivolte alla sanità e allo stato sociale. La sessione di ottobre sarà destinata ad una discussione sulle politiche di bilancio delineate dalle Giunte in sede di predisposizione degli strumenti finanziari, per valutarne le ricadute e le coerenze nel quadro delle materie e degli impegni concordati con le parti sociali anche in tema di politica fiscale e tariffaria. In riferimento ad atti rilevanti di politica economica e sociale, la Regione o le altre parti contraenti potranno chiedere la convocazione di apposite sessioni straordinarie. I contraenti si impegnano ad individuare organismi con il compito della definizione su scala regionale delle "buone pratiche" di welfare che nascono a livello locale, al confronto fra gli amministratori, alla omogeneizzazione dei diritti degli utenti sul territorio. Inoltre ogni parte contraente, qualora ritenesse non soddisfacente l'attuazione degli impegni del presente accordo o del successivo "Patto Sociale", potrà richiedere la convocazione del tavolo di concertazione, per l'individuazione delle risoluzioni ritenute più idonee. Presso l'assessorato alle politiche attive del lavoro è costituito il segretariato della concertazione, avente funzioni di coordinamento, documentazione preventiva e informazione tra i soggetti contraenti il presente accordo.

Regione Liguria, Anci, Urpl, Uncem, Cispel regionale, Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Acai, Ugl, Cida, Unionquadri, Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, Cna, Confartigianato, Lega Coop, Agci, Confcooperative, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Forum del terzo settore.